La regola del cane

Che sia un mastino a guardia di una casa di lusso, o un piccolo chihuahua che sta in una borsetta, è sufficiente che un cane veda una persona nuova, oppure senta piccolo rumore inaspettato, per cominciare ad abbaiare e ringhiare.

Molto spesso la sua reazione continua ben oltre lo stimolo che l’ha causata. Percepisce ogni novità come una potenziale minaccia, e sente il bisogno di contrastare queste incognite mettendosi in guardia e facendosi sentire da lontano.

Non importa se la persona nuova si comporta amichevolmente con lui e gli altri abitanti del suo territorio, o se il rumore inaspettato è il campanello della porta di casa a cui dovrebbe essere abituato, o il suono di un clacson ad un isolato di distanza.

La regola del cane è: prima abbaiare, poi -eventualmente- riflettere.

Ma non facciamo la stessa cosa noi esseri umani quando qualcosa mette in discussione la nostra visione del mondo?

Quando qualcuno osa suggerirci di provare un percorso diverso, non scegliamo prima di fare resistenza e poi -eventualmente- riflettere?

Quante opportunità abbiamo fatto scappare perché abbiamo abbaiato alla novità, anziché aprirci alle nuove possibilità che offriva?

Il cane non ha scelta: si comporta nell’unico modo che la natura o un proprietario più o meno premuroso gli ha insegnato, ma noi, che scusa abbiamo?


Articolo originale di Maureen CarruthersI am the dog

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