Quando la malattia è una richiesta di aiuto

Ad ognuno il suo malanno

Quando non riusciamo a metabolizzare una situazione che non è né utile né piacevole, ma continuiamo a portarla dentro, nutriamo più o meno consapevolmente, un conflitto interiore. Cioè, mentre il nostro spirito ci chiede di andare in una direzione, con la mente continuiamo a seguire un’altra strada. 

In queste situazioni, la nostra parte più intima apre un canale di comunicazione con l’esterno attraverso il corpo. Questo canale viene “riempito” con il malanno a cui per vari motivi (stagionali, ambientali, fisici) possiamo risultare più predisposti. Per esempio, d’inverno prendiamo il raffreddore, in primavera ci viene l’allergia, se abitiamo in una città molto trafficata potremmo soffrire di asma bronchiale, e sappiamo bene in cosa potremmo incorrere, se fumiamo troppo.

Una macchina sorprendente

In realtà, il nostro corpo è una macchina meravigliosa, unica e irripetibile: non ce n’è una copia identica in tutto il mondo. Certamente non è eterno o indistruttibile, ma sappiamo bene quante funzioni straordinarie svolga ogni giorno: respirazione, movimento, equilibrio, ed altre.

I primi stimoli a cui reagisce, nel bene o nel male, sono le nostre emozioni. Per esempio il mal di pancia prima di un’interrogazione importante, il battito cardiaco accelerato quando la persona che ci piace accetta le nostre attenzioni, oppure il fiato corto per uno spavento. 

È esperienza comune che queste ed altre emozioni modifichino il nostro benessere fisico: se le immaginiamo protratte nel tempo, è facile pensare a coliti, aritmie, problemi respiratori. Inoltre, è scientificamente dimostrato che in determinate situazioni emotive, positive o negative, il nostro corpo produce ormoni, cioè sostanze chimiche, che fanno bene, oppure male.

Il centro di controllo

La centralina che gestisce questa complessa rete di stimoli e reazioni è la nostra mente, attraverso il pensiero, che può essere più o meno razionale e consapevole. 

Per esempio, sappiamo per esperienza che se siamo sicuri noi stessi, sudiamo di meno ad un colloquio di lavoro, per quanto importante possa essere. Ancora una volta si tratta di un esempio banale, ma ci dimostra che il nostro pensiero gestisce le emozioni e si riflette sul fisico. E anche in questo caso, esiste una vastissima letteratura scientifica sull’argomento. 

Un semplice esperimento statistico 

Senza dubbio tutti gli elementi del nostro sistema corpo-emozioni-mente si influenzano a vicenda. Questo avviene in maniera diversa da individuo ad individuo, ma alcuni principi generali accomunano tutte le persone, ed un semplice esperimento statistico ce lo può confermare.

Per esempio, tra i nostri conoscenti, consideriamo quelli che hanno manifestato problemi di calvizie nei primi anni dell’età adulta. Con ogni probabilità avranno condiviso un periodo più o meno lungo, e forse ancora in corso, di forte stress psicofisico da troppo studio o lavoro. 

Oppure, prendiamo in esame le persone della nostra cerchia che sono in sovrappeso. È facile che abbiano in comune altri tratti psicosomatici come una risata fragorosa, una forte loquacità, oppure atteggiamenti superficiali o egocentrici. Spesso queste persone non sono neanche particolarmente golose, ma potrebbero aver accumulato rabbia ed altre tensioni dovute a delusioni, fallimenti personali o professionali, o magari non hanno ancora superato un trauma come un lutto o una separazione. 

Un altro punto di vista

Naturalmente, non possiamo estremizzare o generalizzare: ogni persona è unica ed irripetibile. Come non esistono due corpi identici, ciascun individuo elaborerà una personale risposta psicofisica anche a stimoli molto simili. 

Anche le abitudini di vita hanno un certo peso, ma se facciamo attenzione, noteremo senza dubbio alcune coincidenze tra alcune situazioni patologiche ed il livello di felicità delle persone. 

Certo, possiamo decidere di pensare che siamo solo un ammasso di cellule governato da leggi biologiche, in preda ai germi, al destino ed alcuni fenomeni misteriosi. Ma possiamo anche considerare le cose da un altro punto di vista, in grado di spiegare tutto.

Dichiarazione di esclusione di responsabilità:
Le informazioni riportate in questo articolo esprimono esclusivamente l’opinione dell’autore, hanno natura generale e sono pubblicate con uno scopo puramente divulgativo. In nessun caso costituiscono parere medico e pertanto devono essere usate solamente a scopo di intrattenimento, e non per diagnosi su sé stessi o altre persone, né per scopi terapeutici, o per auto-trattamenti. In caso di dubbi sul proprio stato di salute, consultare un medico, uno specialista o ogni altro tipo di operatore sanitario legalmente abilitato alla professione.

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