La forza dell’immaginazione

Una fitta rete di scambi involontari

Lo scambio delle informazioni all’interno del nostro organismo avviene attraverso il sistema nervoso che, grazie ad una rete complessa di circuiti neuronali raggiunge tutti i distretti dell’individuo. 

Tutti questi passaggi si verificano indipendentemente dalla nostra coscienza esteriore: sono azioni automatiche che il nostro cervello compie, normalmente, al di fuori della nostra volontà e senza il nostro diretto controllo.

Dall’immaginazione alla realtà

Attraverso questo stesso processo, l’utilizzo di opportune immagini mentali ci offre l’occasione di acquisire nuove abilità e adottare nuovi comportamenti.  

L’uomo è nato per creare. La vocazione umana è quella di immaginare, inventare, osare nuove imprese.

Michael Novak

Infatti la nostra mente, questo speciale messaggero, non è in grado di distinguere un’esperienza reale da una vivamente immaginata: in entrambe le situazioni essa reagisce automaticamente sulla base dei dati inviati dal cervello e in accordo a quanto noi pensiamo o immaginiamo essere vero.

Visualizzare per creare

È anche vero che il progresso della scienza e la comparsa di nuove discipline possono venirci incontro per orientare al meglio questa nostra facoltà. Si tratta quindi di convertire il normale processo di immaginazione in un processo di visualizzazione creativa

Questa nuova frontiera è resa possibile grazie alla cibernetica: questa disciplina ci mostra come l’attività delle immagini mentali sia proprio l’espressione del corretto funzionamento della nostra mente e del nostro cervello, e che attraverso la visualizzazione esse possono essere indirizzate verso un fine specifico.

Il cervello non smette mai di lavorare

Un episodio fondamentale che ha guidato gli studi verso questa nuova strada riguarda il biologo e geologo Louis Agassiz, noto per la sua scoperta delle ere geologiche, quando era impegnato nella classificazione di alcuni pesci fossili all’interno del Jardin des Plantes, principale orto botanico della città di Parigi. 

Durante questa ricerca si era trovato di fronte ad una strana impronta che non riusciva a distinguere bene e, per evitare di danneggiare la roccia, non voleva scalpellare senza avere prima un’idea precisa della forma di questo pesce.

Sua moglie Elizabeth racconta che Louis cominciò a fare un sogno ricorrente e ben definito del pesce con tutte le sue caratteristiche.  Una notte si preparò con matita e foglio, e quando il pesce gli apparve nuovamente in sogno, si precipitò a disegnarne lo schizzo.

I sogni sono come le conchiglie che il mare ha depositato sulla riva. Bisogna raccoglierle e ascoltare la loro voce.

Romano Battaglia

«Si affrettò al Jardin des Plantes e, con il disegno come guida, scalpellò la facciata della roccia sotto cui si nascondevano parti del pesce. Quando lo scoprì completamente, il pesce corrispose esattamente a quello del suo sogno e quindi anche a quello del suo disegno, e riuscì a classificarlo con facilità. »1

Questo episodio è uno dei tanti esempi del fatto che, quando il corpo è a riposo, il cervello continua a lavorare e può produrre risultati inimmaginabili con tutto l’organismo a pieno regime.

Il pensiero: uno strumento utile

Recenti ricerche hanno confermato come l’attività cerebrale risponda esattamente a queste raffigurazioni mentali: esse esistono concretamente all’interno del nostro cervello e sono alla base di vere e proprie procedure superiori che collegano direttamente l’immagine con la sua effettiva realizzazione. 

L’immaginazione diventa in questo modo uno strumento concreto e valutabile che può essere utile a riportare nel piano della realtà tutto il potenziale inespresso di una persona e renderlo finalmente visibile.

Immaginare, in questa nuova prospettiva, non è più soltanto un’attività legata alla forza della mente, ma coinvolge tutto l’uomo e lo invita sempre di più a trasformare il suo pensiero in un’azione utile per il bene di tutta la comunità.


1  Maxwell Maltz, Psicocibernetica, p. 38-39

Maxwell Maltz – Psicocibernetica

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