Il dono di Ezio Bosso

Ezio Bosso si presenta al grande pubblico italiano, ospite dell’edizione 2016 del Festival di Sanremo, con il viso tirato dall’emozione della prima volta. Le sue mani salutano all’impazzata: sono la prova evidente di una voglia di vivere fuori dal comune. Le sue prime parole sono:

La musica ci insegna la cosa più importante che esista: ascoltare.

Il pubblico dell’Ariston e la maggior parte degli spettatori a casa, lo accoglie con circospezione. Infatti, Ezio Bosso convive da anni con una malattia neurodegenerativa che lo costringe su una sedia a rotelle. Ma non appena tocca i tasti del pianoforte, svanisce ogni perplessità.

Il maestro Bosso, entrato nel suo habitat più naturale, comincia a danzare con le note e si fonde con la bellezza di un momento destinato ad imprimersi nella memoria di chi ha avuto il privilegio di assistere alla sua meravigliosa esecuzione.

Al termine il pubblico, finalmente liberato dopo quasi cinque minuti di rapimento, esplode in un’ovazione fragorosa e accalorata. Anche i maestri dell’orchestra, alcuni dei quali in lacrime ancor prima dell’esibizione, si uniscono al coro di consensi. Gli applausi al suo talento, alla sua abilità, e alla sua immensa umanità, piovono da ogni dove.

La musica è la nostra vera terapia.

Nonostante la malattia, Bosso conserva la voglia di vivere che lo contraddistingue da sempre, e tutta la dignità che spesso certe situazioni sono capaci di togliere. Al contrario, trascende la sua condizione per entrare in un’altra dimensione, nuova, diversa, più elevata.

In questa dimensione umana, sensibile, ironica, come il suo sorriso al termine delle sue esibizioni come direttore d’orchestra, ultimo baluardo della sua professione da musicista, Bosso tramuta la sua disabilità in un dono, in uno spartito difficile da decifrare ma che lui ha il coraggio di leggere, suonare, interpretare fino in fondo.

Se mi volete bene, smettete di chiedermi di mettermi al pianoforte e suonare. Non sapete la sofferenza che mi provoca questo […] ho due dita che non rispondono più bene e non posso dare abbastanza alla musica

La grandezza di Bosso si manifesta nel suo modo di pensare libero da vittimismo, pregiudizi e perbenismo, perché, anche se il corpo è paralizzato dal dolore, nulla può toccare la grandezza di certi ideali.

La musica, come la vita, si può fare solo in un modo: insieme.

Il 15 Maggio Ezio Bosso ci ha lasciati per cominciare una nuova tournée, in un altro tempo, un nuovo spazio. Di sicuro, proprio come qui, ovunque si esibirà, ci sarà il tutto esaurito.

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