La visione attraverso i sensi, il meccanismo dell’io migliore

Una comunicazione universale

L’uomo, per poter comunicare con i suoi simili o con la natura che lo circonda, ha bisogno di codici specifici: sono convenzioni utili per interpretare tutti i segnali che gli giungono ovunque egli si trovi su questa terra.

Se guardiamo all’individuo notiamo che egli conosce la realtà attraverso i cinque sensi: vista, olfatto, tatto, gusto e udito, che scopre appena nasce e che svilupperà lungo tutto il corso della vita.

Ma allargando lo sguardo, oltre la dimensione umana, ci accorgiamo che anche la natura intorno a lui comunica con dei codici universali che gli consentono di muoversi e di orientarsi nello spazio e nel tempo.

La natura come strumento di percezione

Per esempio, i colori parlano direttamente alla sua psiche e condizionano indirettamente le sue azioni e le sue scelte. Infatti, moltissimi studi hanno dimostrato che essi posseggono un preciso significato psicologico e fisiologico validi per tutti gli uomini in ogni luogo e in ogni tempo.

Ogni variazione, per piccola che sia e da qualsiasi cagione provenga, purché sia in qualche parte vantaggiosa all’individuo di una specie, contribuirà nelle sue relazioni infinitamente complesse con gli altri esseri organizzati e con le fisiche condizioni della vita alla conservazione di quest’individuo, e in generale si trasmetterà alla sua discendenza.

Charles Darwin

Nel corso della sua evoluzione l’uomo ha imparato a usare anche gli elementi della natura per sviluppare altri codici utili per la sua sopravvivenza e per tutti i suoi bisogni primari. Così ha scoperto il fuoco, fonte di calore e strumento per difendere il proprio territorio, il sole, la luna e le stelle che gli consentivano di vedere e di orientarsi nei suoi spostamenti.

L’evoluzione dei codici

La scienza ci dice che l’evoluzione umana ha conosciuto tre importanti epoche.

La prima – avvenuta circa 70 milioni di anni fa – riguarda la visione. Oltre ad un affinamento della percezione dei colori, dalla visione laterale tipica degli animali, l’uomo sviluppa una visione frontale che consente di osservare attraverso le tre dimensioni principali: altezza, larghezza e profondità.

La seconda, avvenuta circa 10 milioni di anni fa, riguarda la posizione eretta, che consente all’uomo primitivo di innalzare lo sguardo al cielo e al di là dell’orizzonte.

La terza si è verificata circa tre milioni di anni fa, grazie ad un radicale cambiamento delle condizioni climatiche ed ambientali e ha riguardato il cervello. Infatti, per adattarsi alla nuova situazione, ha dovuto necessariamente ampliare ed elevare le sue potenzialità.

Due abilità fondamentali

Quindi, il primo uomo ha dovuto perfezionare la propria capacità di percepire le situazioni intorno a sé e iniziare a classificarle all’interno dei propri processi cerebrali.

In altre parole, per garantire la propria sopravvivenza e le relazioni all’interno del suo clan, ha imparato a sviluppare due facoltà che ancora oggi sono fondamentali: la visione attraverso i sensi e l’immaginazione.

Per questo, l’essere umano agisce, sente e si comporta sempre in base a ciò che egli immagina essere vero rispetto a sé stesso e al suo ambiente.

Il meccanismo che fa la differenza

Dunque, l’immaginazione è l’elemento fondamentale di ogni nostra azione in quanto determina il fine a cui tende il nostro meccanismo cerebrale, un processo che interessa il cervello e il sistema nervoso.

Quando vedete mentalmente e chiaramente qualcosa, il vostro meccanismo creativo per il successo si metterà in funzione eseguendo il lavoro molto meglio di quanto potreste fare per mezzo degli sforzi reali o della forza di volontà. […] raffiguratevi il bersaglio che realmente volete centrare e lasciate fare al vostro meccanismo creativo per il successo.

Maxwell Maltz

Questo meccanismo creativo di cui disponiamo, si attiva quando impariamo a formare mentalmente l’immagine dell’io che vorremmo essere e, nel momento in cui riusciamo a visualizzarci nel nostro nuovo ruolo, ci guida a raggiungere il nostro io migliore.

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