Le buone abitudini, la migliore guida per il successo

Le nostre giornate sono scandite dalle nostre azioni: il nostro particolare modo di agire ci rende individui unici ed irripetibili. Forse non ne siamo pienamente consapevoli, ma quasi tutte le nostre azioni derivano dalle nostre abitudini.

Anche se solitamente pensiamo alle abitudini come a qualcosa di monotono, esse definiscono il ritmo ed i risultati della nostra vita. Per questo è importante fare una distinzione: non tutte le abitudini sono uguali.

Infatti esistono delle abitudini sane e costruttive, come ad esempio leggere, fare sport, prendersi cura di sé, o anche coltivare un atteggiamento gentile verso le persone care. Queste abitudini ci aiutano ad avere una vita soddisfacente e ci guidano verso il successo.

Poi ci sono le abitudini negative. Non riguardano solo comportamenti dannosi per la nostra salute: le peggiori riguardano i nostri pensieri. Sono delle vere e proprie zavorre: pesanti, ingombranti e capaci di frenarci nella nostra realizzazione.

La cosa più strana è che proviamo uno strano piacere a portarle addosso, forse perché non ci rendiamo conto di quante occasioni di felicità ci fanno perdere, o perché sono così radicate in noi che abbiamo paura di lasciarle andare.

Alcune di queste le portiamo da così tanto tempo che abbiamo la sensazione che siano parte integrante di noi. Invece, se le riconosciamo per quello che sono, cioè delle abitudini acquisite, possiamo cambiarle o eliminarle, e riappropriarci dell’energia che ci sottraggono.

Naturalmente il primo passo è decidere di modificare ciò che non va. Continuare ad assecondare le nostre cattive abitudini o agire in un’altra direzione è una scelta che spetta solo a noi: per quanto possa sembrare difficile, cambiare il nostro atteggiamento è possibile.

Risposte automatiche involontarie

La maggior parte delle nostre abitudini, anche quelle che ci condizionano maggiormente, sono dei riflessi condizionati, cioè delle risposte ad alcuni stimoli ambientali che, ripetute nel tempo, diventano automatiche ed involontarie.

Il celebre esperimento del dottor Ivan Pavlov, che gli valse il premio Nobel per la medicina e la fisiologia, dimostra la forza di questo processo.

Lo studio dei riflessi condizionati negli esseri umani rappresenta gran parte della ricerca sulle variabili che intervengono nell’apprendimento, nella memoria e nei meccanismi psicologici inconsci. È opinione universalmente accettata che, attraverso delle risposte positive, che generano emozioni più appaganti, è possibile indurre una persona a sostituire un condizionamento negativo con un comportamento più costruttivo ed utile al suo benessere.

Quindi, esercitandoci a fare costantemente una nuova azione in un determinato modo possiamo crearci una nuova abitudine radicata, ed involontaria. In questo modo, allenandoci come in un vero e proprio esercizio fisico, possiamo ottenere tutto ciò che vogliamo e diventare una versione migliore di noi stessi.

Cambiare si può, ma solo se lo vogliamo davvero.

Nico Monacis

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