Le mani, il modo più vero di comunicare

Un tesoro da curare

Le nostre mani sono una delle meraviglie più grandi che la natura ci ha donato, un tesoro di inestimabile valore riconosciuto fin dai tempi dei primi filosofi greci. Per esempio, Aristotele definiva la mano lo strumento degli strumenti, cioè lo strumento con cui l’uomo utilizza altri strumenti per realizzare ciò che immagina ed entrare in relazione con il mondo.

La scienza è concorde nell’affermare che le mani hanno permesso all’homo sapiens di differenziarsi ed evolversi in una maniera speciale rispetto a tutti gli altri animali. Infatti la loro particolare forma e funzionalità, specialmente del pollice opponibile, ha contribuito in maniera sorprendente allo sviluppo di strategie per soddisfare esigenze creative e di apprendimento.

Oggi, con le mani svolgiamo attività di vitale importanza per noi stessi e per gli altri, scambiamo energia con le persone con cui interagiamo, e comunichiamo i nostri stati d’animo.

Le mani sono dei simboli e talvolta delle rivelazioni

Eve Belisle

Se decidessimo di ringraziare il nostro corpo per tutte le cose belle di cui possiamo gratuitamente disporre ogni giorno, forse dovremmo cominciare proprio dalle nostre mani. Invece molto spesso, oltre a dare per scontato il loro preziosissimo ed incessante lavoro, non ce ne prendiamo sufficiente cura.

Le nostre mani parlano di noi

Si sente spesso dire che le mani sono il nostro biglietto da visita. A parte il loro aspetto, che dovrebbe essere sempre pulito e curato, il modo in cui le muoviamo dice molto sulla nostra personalità e stato d’animo durante una conversazione.

Per esempio, quando siamo a nostro agio, non riusciamo a tenerle ferme, le mostriamo spesso e facciamo dei gesti vistosi come sfregarcele. Se invece viviamo una situazione di disagio o tensione, intrecciamo le dita, la nostra gestualità diminuisce notevolmente, oppure tendiamo a nascondere le mani dietro la schiena. Quando poi siamo pronti ad aggredire, potremmo stringere spontaneamente le mani a pugno o anche tenere i pollici in vista.

Un gesto molto significativo

La stretta di mano è uno dei gesti più diffusi nel mondo occidentale: universalmente noto come segno di pace, lo utilizziamo quando ci presentiamo per la prima volta a qualcuno, come saluto all’inizio o alla fine di un incontro informale, oppure, più vigorosamente, per sottolineare un accordo, o per congratularci.

Se sei un amico, ti stringo la mano
Se chiedi un aiuto, ti tendo la mano
Il padre il bambino lo tiene per mano
c’è tutto il destino in un palmo di mano
Le mani, le mani che sanno parlare
che sanno guarire e che sanno pregare

Eduardo De Crescenzo, Mani

Una stretta di mano decisa denota una persona dotata di equilibrio e sicurezza di sé, invece una presa più forte, che tira l’interlocutore verso di sé, può significare un carattere prepotente. Agitare la mano dell’altro nella propria può essere il tentativo inconscio di nascondere insicurezza e bisogno di approvazione dietro un atteggiamento energico.

Le persone che hanno difficoltà o rifiutano di rapportarsi con l’altro, tendono a porgere solo la punta delle dita oppure inconsciamente allungano il braccio per mantenere le distanze. Invece una stretta che coinvolge entrambe le mani a volte tradisce il desiderio di controllo e manipolazione, altre è segno di affetto e partecipazione emotiva.

Uno strumento essenziale

Imparare a riconoscere ed utilizzare il linguaggio delle le mani ci aiuta a migliorare la nostra comunicazione e soprattutto a comprendere le esigenze emotive del nostro interlocutore. Infatti le nostre mani trasmettono tutto il nostro calore, energia, forza e amore. Se gli occhi sono lo specchio dell’anima, le mani ne sono la forma.

Per questo è importante averne cura ogni giorno: oltre ad essere una parte essenziale del nostro corpo, raccontano la nostra vera essenza. Facciamo in modo che ci rappresentino al meglio e usiamole sempre per fare bene, agli altri e a noi stessi.

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