Il cervello umano, una rete in continua evoluzione

Un meraviglioso universo

Il cervello umano pesa appena un chilo e mezzo, ha il volume di un piccolo melone, assomiglia a un cavolfiore ed ha la consistenza di un budino. Questo organo ha un aspetto davvero poco furbo, eppure riceve ben il 20% del sangue che circola nel nostro corpo.

Ci sono più cellule nel cervello che lampadine a Las Vegas!

Dott. Neal D. Barnard, 1953

Il nostro cranio, infatti, contiene una macchina sofisticatissima, formata da cento miliardi di cellule nervose, ciascuna delle quali sviluppa in media 10 mila connessioni con quelle vicine. Numeri enormi che rimandano a grandezze astronomiche, come la quantità di stelle nelle galassie. E se l’universo è meraviglioso, non c’è dubbio che anche il nostro cervello lo sia.

La sala di regia dei nostri comportamenti

L’evoluzione ha predisposto una vera e propria corazza in difesa del nostro cervello, posizionandolo dentro una scatola chiusa non espandibile, il cranio, e ricoprendolo con membrane piuttosto spesse, le meningi. Per questo è indubbiamente l’organo più protetto e isolato del nostro corpo.

Il cervello riceve tutte le informazioni provenienti dall’ambiente esterno, e le organizza e integra con le altre già immagazzinate. Sempre dal cervello partono gli ordini diretti ai muscoli e alle ghiandole per produrre movimenti o secernere ormoni.

L’attività del nostro cervello è incessante. È a tutti gli effetti la sala di regia di ogni nostro comportamento, infatti, al suo interno prende forma l’esperienza cosciente. Questo flusso di percezioni, pensieri e sentimenti caratterizza la vita psichica di ognuno di noi, portandoci a essere diversi gli uni dagli altri, pur possedendo la stessa macchina.

Apprendimento e sviluppo

È noto che i bambini piccoli hanno una capacità di apprendimento straordinaria. Tuttavia, quando nasciamo, il nostro cervello ha prestazioni molto basse, di gran lunga inferiori a quelle di tutti gli altri mammiferi. Infatti, diversamente dalla maggior parte degli animali, il cervello degli esseri umani ha bisogno di molto tempo per diventare indipendente. E, controintuitivamente, è proprio questo il suo vantaggio: maturando più lentamente, ha più tempo per far crescere e arricchire la sua rete nervosa.

Nella prima fase dello sviluppo del cervello, si generano un gran numero di neuroni e sinapsi: queste connessioni sono ancora incomplete e saranno poi perfezionate dall’esperienza. Successivamente si rinforzeranno le sinapsi utilizzate più frequentemente, ed infine matureranno le funzioni più complesse come il ragionamento, la consapevolezza di sè, la memoria, il linguaggio, ed altre.

Il cervello non è un iceberg

È opinione abbastanza diffusa che gli esseri umani utilizzino solo un decimo del proprio cervello, sottintendendo che esisterebbe un 90% di materia grigia superflua, come un iceberg di cui la maggior parte resta sommersa.

Si tratta, in realtà, di una notizia assolutamente priva di fondamento scientifico, alimentata nella cultura di massa da varie reinterpretazioni cinematografiche e televisive. La natura non crea nulla di inutile: il nostro cervello lavora continuamente utilizzando ogni sua cellula.

Quando la macchina comincia a perdere colpi

Con la vecchiaia, le prestazioni del nostro cervello peggiorano, per esempio può diventare difficile ricordare date, ricorrenze o numeri telefonici. Questo accade perché, anche se i neuroni godono ancora di perfetta salute, le connessioni sinaptiche si deteriorano, impedendoci di accedere al nostro deposito di informazioni e rallentando il corretto funzionamento di tutta la macchina.

Ma c’è anche una buona notizia: alcune funzioni cerebrali sono poco compromesse dall’età, anzi, sembrano addirittura migliorare, come la conoscenza e la comprensione della lingua parlata.

A una certa età la macchina umana ha bisogno di frequenti tagliandi, ma se riesci a mantenere il cervello in funzione, la vecchiaia non esiste. Anzi, è una ricchezza.

Andrea Camilleri, intervista a La Stampa, 2016.

Certo, non si può avere la pretesa di invecchiare senza perdere colpi ma, proprio come nel fisico, allenamento e cura, possono mantenere il nostro cervello in forma per tanto tempo.

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