Questo 25 aprile, liberiamoci da noi stessi

Per molte persone il 25 aprile è un giorno speciale perché in Italia si celebra la liberazione dal nazifascismo, avvenuta nel 1945. Quest’anno, per la prima volta dalla sua istituzione, non ci saranno manifestazioni pubbliche nelle strade e nelle piazze per festeggiare questa ricorrenza. Più di qualcuno ha detto e scritto:

Siamo chiamati tutti a uno sforzo collettivo per combattere un altro nemico, ancora più forte.

Vox Populi

A quanto pare, l’attuale stato di emergenza sanitaria, si pone come priorità assoluta per chiunque, superando per gravità ed urgenza il debito pubblico, il riciclo della plastica, la fame nel mondo.

Abbiamo davvero bisogno di un altro nemico?

In realtà, siamo tutti succubi, spesso senza rendercene conto, di un nemico più insidioso del peggiore regime totalitario, cambiamento climatico o pandemia che possiamo immaginare. È quella parte di noi stessi che ci impedisce di essere felici con quello che abbiamo, e ci porta a cercare sempre colpevoli esterni: politica, salute, sfortuna, ed altri.

Una delle cose di cui faremmo bene a liberarci il prima possibile è proprio la nostra smania di sapere, di capire tutte quelle cose che ci vengono servite sul piatto d’argento dell’informazione di massa ma che non ci appartengono, e nella maggior parte dei casi sono confezionate apposta per tenerci sul chi va là, e non farci dormire bene.

Cerchiamo di essere persone migliori

Concentriamoci quindi su noi stessi: per quanto possiamo essere imperfetti, ognuno di noi, dalla testa ai piedi, è un capolavoro di unicità. E smettiamola di contare le cose che ci sono state tolte, o che temiamo di perdere: è un comportamento inutilmente doloroso e controproducente. Piuttosto impegniamoci a fare le cose più belle che possiamo, a prescindere da cosa facciamo per trascorrere le nostre giornate.

Per esempio, a volte pensiamo che se fossimo nati in un altra famiglia, abitassimo in un altro posto, o avessimo intorno persone diverse, le cose per noi andrebbero meglio. La verità invece è un’altra: siamo tutti meravigliosamente soli, e in ogni istante abbiamo la possibilità di essere persone migliori.

E facciamo attenzione anche alla trappola dell’essere buoni e del voler aiutare gli altri: i primi veri poveri siamo noi stessi. Conto in banca a parte, passiamo tantissimo tempo elemosinando considerazione ed attenzioni. Spesso siamo dei mendicanti affettivi travestiti da eroi, o guerrieri.

Questo 25 aprile, liberiamoci da noi stessi, deponiamo le armi e viviamo.

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