Il desiderio personale

La questione più importante

Perseguire i nostri desideri è una cosa buona; rende la vita soddisfacente, felice e ci dispone in una condizione di amabilità. Se invece, per essere amabili, per soddisfare il desiderio dell’altro, abdichiamo al nostro desiderio, la nostra vita soffre e si ammala. La vita compiuta è allora quella vita che intraprende con fermezza la strada del proprio desiderio con la consapevolezza che questo può comportare rottura e conflitto.

Incamminarsi sulla strada del proprio desiderio è una questione di vita o di morte. Più ci scostiamo dal nostro desiderio, per prenderci cura di cose che non ci aiutano a realizzare la nostra vocazione, più saremo ostaggio del desiderio di un altro e questo danneggia la nostra stessa vita.

Una responsabilità educativa

Ciononostante, la nostra vocazione, ad uno sguardo attento, contiene sempre qualche caratteristica che è appartenuta al desiderio dell’altro; nel nostro desiderio è impressa qualche traccia del desiderio appartenuto all’altro.

“Ora, il desiderio è sempre Incarnato. Non c’è desiderio separato dal corpo. In questo senso il desiderio è sempre erotico. Qualunque desiderio, anche il desiderio per Dio è erotico; porta con se il corpo. Il desiderio non è l’io, è più dalla parte del corpo che dalla parte dell’io, è più dalla parte dell’inconscio che dalla parte dell’io.”

Massimo Recalcati

Il desiderio ha ragione di esistere in quanto è espressione della vitalità del corpo e vive nella prospettiva della sua apertura. Al di fuori di questa ottica, siamo di fronte ad uno squilibrio nella percezione del corpo e della capacità volitiva della persona. Occorre che genitori, docenti ed educatori, e chiunque abbia una responsabilità in campo educativo, sappia rinunciare al proprio standard di normalità.

Un cambiamento necessario.

Affinché si torni ad avere un corpo erotico, aperto alla vita, occorre che si ami questa stortura; che si ami la persona che domanda presenza. È proprio in questo che si manifesta il bene, qui, in questo sintomo è custodita la singolarità della nostra vita. È il punto di svolta, il momento preciso in cui la vita di ciascuno non è conforme a quella degli altri, ma si esprime come vita propria con un obiettivo da conquistare utilizzando l’energia interiore del desiderio.

Il desiderio diventa allora l’attestazione dell’originalità della vita, di questa vita. Ecco dunque che l’uomo si realizza quando entra in un rapporto coerente con la forza del desiderio che – in questa nuova visione – assume il carattere di una legge che non opprime la vita, ma la rende generativa.

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