Il nostro bambino interiore

Siamo nati tutti bambini

La vita di ogni persona è il frutto di un atto d’amore tra due individui.

Questo miracolo si annida nel corpo di una donna per nove mesi, dal concepimento fino alla nascita, per poi entrare a far parte del mondo.

Ognuno di noi sa bene che prima di diventare un uomo o una donna è stato un bambino, e certo ricorderà anche le emozioni, la spontaneità, la genuinità  e le altre qualità che lo caratterizzavano, prima di essere preso dalle cose dei grandi: lavoro, famiglia, società, cultura.

Chi era quel bambino?

Quel bambino era un sognatore, un creativo, una forza della natura, un giocherellone, sensibile, delicato, gioioso, positivo e con tutte le qualità che solo i bambini possiedono.

Poi però, col passare degli anni, lo abbiamo chiuso a chiave in uno sgabuzzino dentro di noi, dimenticandolo, perché presi  dal crearci un io che non ci appartiene, indossando la maschera che riteniamo migliore per farci accettare nell’ambiente in cui viviamo.

Dimenticandoci di lui, abbiamo alzato delle barriere intorno a quella stanza sacra, abbiamo creato il nostro ego dotandolo di una corazza che ci fa sentire protetti  e ci fa credere che vada tutto bene, fin quando non arriva una malattia, un disturbo, o  un evento triste a rompere il nostro equilibrio.

Abbiamo perso la fiducia in noi stessi, la stima di ciò che siamo realmente,  abbiamo smarrito la relazione con la vera parte di noi, abbiamo abbandonato il rapporto con la semplicità.

La strada dell’autenticità

Ebbene, quel bambino è sempre dentro di noi, non è altro che la nostra intuizione, la voce di Dio che ci parla nella preghiera, quello stato di profondità che abbiamo quando siamo innamorati, quella gioia che sentiamo quando facciamo quello che ci piace fare. Quando ci emozioniamo guardando un fiore, o ascoltando la musica, è proprio lui che ci sta dicendo: “Eccomi, sono qui”.

Anche se questi momenti diventano sempre più rari, e abbiamo dimenticato dove abbiamo riposto quella chiave, lui ci continua a chiamare per rimetterci sulla strada che ci riconduce a noi stessi, alle nostre origini: è la strada della nostra autenticità, quella delle nostre vere aspirazioni.

Come possiamo liberarci dalle nostre maschere? 

Iniziando prima di tutto a fare silenzio dentro di noi e a metterci in ascolto per percepire con i sensi il nostro corpo, le nostre emozioni e la nostra mente.  Solo così possiamo elevarci e diventare più leggeri.

Altrimenti continueremo a fingere di vivere bene, credendo di essere ciò che il sistema e la cultura ci hanno imposto di diventare. Ci lasceremo sopraffare dall’orgoglio e ci sentiremo importanti per il ruolo più  meno prestigioso che occupiamo nella società.  

Vogliamo davvero continuare in questa direzione?

O desideriamo, finalmente, ritornare a noi stessi, al nostro bambino interiore, prendere in mano la nostra vita ed iniziare ad essere veramente felici ed effettivamente realizzati?

Solo chi ritorna bambino ha la possibilità di amarsi davvero, e l’amore per se stessi porta inevitabilmente all’amore universale.

La scelta è solo nostra.

Buona rinascita!

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